Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post

I due amici

Molti anni fa, in Cina, vivevano due amici. Uno era molto bravo a suonare l'arpa. L'altro era dotatissimo nella rara arte di saper ascoltare.

Quando il primo suonava o cantava di una montagna, il secondo diceva: "Vedo la montagna come se l'avessimo davanti".
Quando il primo suonava a proposito di un ruscello, colui che ascoltava prorompeva: "Sento scorrere l'acqua fra le pietre".

Ma un brutto giorno, quello che ascoltava si ammalò e morì.
Il primo amico tagliò le corde della sua arpa e non suonò mai più.

Esistiamo veramente se qualcuno ci ascolta.

Il dono più grande che possiamo fare ad una persona è ascoltarla "veramente".

 

Torniamo ad immaginare la libertà...

 




http://www.signoraggio.com


 

Dal bacio in auto agli zoccoli. Sì, l’Italia è tutta un divieto


Altro che estate all’insegna della libertà: l’Italia si scopre il Paese
dei divieti. Dagli zoccoli di legno, alle effusioni amorose, dai
tagliaerba usati fuori orario ai bagni nelle fontane cittadine: la lista
delle proibizioni aumenta di anno in anno. Non senza qualche curiosità. A
Novara è vietato stare nei parchi di sera in gruppi di 3 o più persone.
Ordine del sindaco leghista.

Fate attenzione: «È assolutamente vietato danneggiare o rubare i cartelli
che recano messaggi di divieto», pena la multa fino a 428 euro. Facinorosi
e collezionisti sono avvertiti, se non vogliono rimpinguare le casse dei
più disparati comuni italiani. Perché quest’estate il Belpaese è tutto un
divieto: si è passati dalla finanza all’ordinanza creativa, e al
vacanziere tocca la gimkana. Il manifesto ne ha pubblicata una mappa
dettagliata, spassosa e inquietante.

Ah sposarsi a Cernobbio, sul lago di Como celebrato dal Manzoni e
ammodernato da George Clooney: a togliere un filo di romanticismo è giusto
l’ispezione igienico-sanitaria obbligatoria nella casa dei novelli
coniugi. Belli e così tipici gli zoccoli da mare che si possono ammirare,
nonché comprare a caro prezzo, nelle boutique di Capri: peccato che ad
indossarli si disturbi la quiete balneare e arrivano i vigili. Il prato
della villetta che avete affittato è invaso di gramigna? La siepe minaccia
di entrarvi in camera? Il rampicante ha occluso il camino? Se siete a
Forte dei Marmi rischiate 500 euro di multa a impugnare il tagliaerba
nelle ore pomeridiane consacrate alla pennichella o nei fine settimana (si
prevedono proteste dei giardinieri, il cui giro d’affari è in pericolo).
In via di estinzione i gruppi di amici a Novara dove il sindaco leghista
ha vietato lo «stazionamento serale di 3 o più persone» nei parchi e nei
giardini comunali. Il che sembrerebbe favorire le coppiette, laddove a
Eboli, parecchio più a Sud, due bacetti in auto possono costare cari.

Poi ci sono i divieti intuitivi ma non del tutto. Quasi ovunque non si può
fare il bagno nelle fontane. Un’italiana trasferita in Islanda ha scritto
a un quotidiano: il suo nordico compagno e i loro due figli facevano il
pediluvio in una fontana romana, quando un tutore dell’ordine li ha
allontanati in malo modo urlando e spaventando i pupi. «Visto che a
Reykjavik si può - si duole lei - Dovrebbero mettere un cartello».

Altro divieto ad ampio raggio è il tuffo in spiaggia. Ma se il trampolino
c’è, però non si può usare, che senso ha? O vale per quelli - molti senza
dubbio - che se lo portano da casa al posto delle paperelle di gomma e del
secchiello? A proposito: a Eraclea, nel Veneto dei sindaci-sceriffi, non
si possono scavare buche né costruire castelli di sabbia sul bagnasciuga:
non sia mai un passante ci caschi dentro o ci sbatta contro.

L’ultima tendenza è l’ordinanza anti-bivacco, elasticissima. A Verona, i
concittadini del padano sindaco Tosi si sono ritrovati le panchine divise
a metà da una sbarra che impedisce sì il pisolino ai barboni, ma anche la
permanenza comoda a chiunque superi 50 chili di peso. È la stessa città
dove vige il no smoking nei parchi: l’unica vittima per ora è stato un
immigrato costretto a sganciare 50 euro, ma la giurano che sia una
coincidenza. A Vicenza inflessibili vigili in bici hanno multato una
coppia di ragazzi perché leggevano libri in un parco pubblico. I due hanno
protestato: altri non sono stati sanzionati, non sarà perché gli autori da
loro prescelti erano Pasolini e Saviano? Le autorità comunali dibattono
pensose se presidiare la linea della fermezza o incentivare l’alfabetismo.

A Roma il neo-sindaco Alemanno ha i suoi grattacapi: appena ha
pubblicizzata l’ordinanza anti-cassonetto gli sono saltati tutti addosso,
dall’associazionismo cattolico ai consumatori ai vegani più à la page.
Morale, ha dovuto fare retromarcia: «Ce l’avevo con il racket, mica con i
poveracci». Né pare di facile applicazione il rimedio anti-writers: chi
sarà sorpreso a imbrattare muri pubblici dovrà cancellare, oltre al suo,
10 graffiti.

A Firenze, il nuovo regolamento-omnibus disciplina pressoché tutti i
comportamenti. Il problema è che i residenti ancora non lo hanno letto e
non lo sanno. Ne conseguono contravvenzioni a pioggia: 160 euro
all’incauto che ha steso i panni dalla finestra in modo visibile ai
turisti del centro fiorentino. Multate due mendicanti sdraiate sul
marciapiede: non perché chiedessero l’elemosina ma per intralcio alla
circolazione. Non è proibito - come a Venezia o Positano - mangiarsi un
panino in strada purché non lo si faccia «in modo indecente». Arbiter
elegantiae, ovviamente, il vigile: che ha sanzionato una famigliola
francese priva di buona creanza. In Laguna, dopo un duro braccio di ferro
con i venditori di becchime, è diventato fuorilegge nutrire i celebri
piccioni di San Marco. Si spera che i pennuti, pasciuti da decenni di
turismo bendisposto, non diventino antropofagi.

In ogni caso, comune che vai sindaco che trovi. Sarebbe vietato circolare
vicino alla riva con gommoni e moto d’acqua a motore acceso. Ma quando
Briatore & company hanno suscitato lo sdegno dei bagnanti approdando a
tutta birra sulla spiaggia sarda di Capriccioli, il primo cittadino di
Arzachena ha vestito i panni di Giobbe: «Reazioni esagerate, sa quanti ce
ne sono di maleducati? Certe presenze fanno bene per il turismo, bisogna
sopportare». Anche il divieto di occupare la battigia è variamente
applicato lungo la Penisola. Come la repressione dei «furbetti
dell’ombrellone»: colpevoli di lasciarlo piantato sulla spiaggia libera
anziché caricarselo in spalla ogni sera. Nessuno, ci si augura, ha davvero
pagato mille euro per aver lasciato l’asciugamano a occupargli il posto.
Poi: vietato il volantinaggio pubblicitario tra le sdraio, ma non i
mega-striscioni aerei che sfondano i timpani.

E se dappertutto è proibito portare cani in spiaggia - alla faccia degli
abbandoni - a Capalbio la questione è di stile. All’Ultima spiaggia un
cartello informa che «è vietato condurre animali». Subito sotto, a
pennarello, la rettifica: «Il dottor Vigna ritiene che il termine
“condurre” sia sbagliato. È dunque vietato introdurre animali».

Federica Fantozzi

unità.it

Il cerchio di gioia



Un giorno, non molto tempo fa, un contadino si presentò alla porta di un convento e bussò energicamente. Quando il frate portinaio aprì la porta di quercia, il contadino gli mostrò, sorridendo, un magnifico grappolo d’uva.
"Frate Portinaio", disse il contadino, "sai a chi voglio regalare questo grappolo d’uva che è il più bello della mia vigna?".
"Forse all’abate o a qualche padre del convento".
"No, a te!".
"A me?". Il frate portinaio arrossì tutto per la gioia. "Lo vuoi dare proprio a me?".
"Certo, perchè mi hai sempre trattato con amicizia e mi hai aiutato quando te lo chiedevo. Voglio che questo grappolo d’uva ti dia un po’ di gioia". La gioia semplice e schietta che vedeva sul volto del frate portinaio illuminava anche lui.
Il frate portinaio mise il grappolo d’uva bene in vista e lo rimirò per tutta la mattina. Era veramente un grappolo stupendo. Ad un certo punto gli venne un’idea: "Perchè non porto questo grappolo all’abate per dare un po’ di gioia anche a lui?".
Prese il grappolo e lo portò all’abate.
L’abate ne fu sinceramente felice. Ma si ricordò che c’era nel convento un vecchio frate ammalato e pensò: "Porterò a lui il grappolo, così si solleverà un poco". Così il grappolo d’uva emigrò di nuovo. Ma non rimase a lungo nella cella del frate ammalato. Costui pensò, infatti che il grappolo avrebbe fatto la gioia del frate cuoco, che passava le giornate a sudare sui fornelli, e glielo mandò. Ma il frate cuoco lo diede al frate sacrestano (per dare un po’ di gioia anche a lui), questi lo portò al frate più giovane del convento, che lo portò ad un altro, che pensò bene di darlo ad un altro. Finchè, di frate in frate, il grappolo d’uva tornò al frate portinaio (per portargli un po’ di gioia).
Così fu chiuso il cerchio. Un cerchio di gioia.


Non aspettare che inizi qualche altro. Tocca a te, oggi, cominciare un cerchio di gioia. Spesso basta una scintilla piccola piccola per far esplodere una carica enorme. Basta una scintilla di bontà e il mondo comincerà a cambiare.
L’amore è l’unico tesoro che si moltiplica per divisione: è l’unico dono che aumenta quanto più ne sottrai. E’ l’unica impresa nella quale più si spende, più si guadagna; regalalo, buttalo via, spargilo ai quattro venti, vuotati le tasche, scuoti il cesto, capovolgi il bicchiere e domani ne avrai più di prima.


Autore: Bruno Ferrero - Libro: Quaranta Storie nel Deserto - Casa Editrice: ElleDiCi

visto QUI
Post correlati Plugin for WordPress, Blogger...