Gatto pianista


E' troppo bello!



 

Così è la vita...




Li vecchi

Certi Capretti dissero a un Caprone :
- Che belle corna! Nun se so' mai viste!
Perchè te so' cresciute a tortijone?
- Questo è un affare che saprete poi...
- disse er Caprone - Ché, se Iddio v'assiste,
diventerete becchi pure voi.

Trilussa

Dedicato alle mamme

 




La madre
Giuseppe Ungaretti (1929)


E il cuore quando d'un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d'ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all'eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m'avrà perdonato,
ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d'avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro.


9 maggio 1978: l'addio di Moro



Mia dolcissima Noretta,

dopo un momento di esilissimo ottimismo, dovuto forse ad un mio equivoco circa quel che mi si veniva dicendo, siamo ormai, credo, al momento conclusivo. Non mi pare il caso di discutere della cosa in sé e dell'incredibilità di una sanzione che cade sulla mia mitezza e la mia moderazione. Certo ho sbagliato, a fin di bene, nel definire l'indirizzo della mia vita. Ma ormai non si può cambiare. Resta solo di riconoscere che tu avevi ragione. Si può solo dire che forse saremmo stati in altro modo puniti, noi e i nostri piccoli. Vorrei restasse ben chiara la piena responsabilità della D.C. con il suo assurdo ed incredibile comportamento. Essa va detto con fermezza così come si deve rifiutare eventuale medaglia che si suole dare in questo caso. E' poi vero che moltissimi amici (ma non ne so i nomi) o ingannati dall'idea che il parlare mi danneggiasse o preoccupati delle loro personali posizioni, non si sono mossi come avrebbero dovuto. Cento sole firme raccolte avrebbero costretto a trattare. E questo è tutto per il passato. Per il futuro c'è in questo momento una tenerezza infinita per voi, il ricordo di tutti e di ciascuno, un amore grande grande carico di ricordi apparentemente insignificanti e in realtà preziosi. Uniti nel mio ricordo vivete insieme. Mi parrà di essere tra voi. Per carità, vivete in una unica casa, anche Emma se è possibile e fate ricorso ai buoni e cari amici, che ringrazierai tanto, per le vostre esigenze. Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani. Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore.
Ricordami a tutti i parenti ed amici con immenso affetto ed a te e tutti un caldissimo abbraccio pegno di un amore eterno. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo. Amore mio, sentimi sempre con te e tienmi stretto. Bacia e carezza Fida, Demi, Luca (tanto tanto Luca)
Anna Mario il piccolo non nato Agnese Giovanni. Sono tanto grato per quello che hanno fatto.
Tutto è inutile, quando non si vuole aprire la porta.
Il Papa ha fatto pochino: forse ne avrà scrupolo [...]

 

1° maggio su coraggio!

E ce ne vuole di coraggio con il mondo del lavoro che ci ritroviamo...quando sei fortunato a trovare un posto fisso (miraggio), devi sperare che non sia un lavoro pericoloso, visto che ci sono più vittime tra i lavoratori che in una guerra.


Il lavoro

Dice il Signore a chi batte
alle porte del suo Regno:
Fammi vedere le mani;
saprò lo se ne sei degno.
L'operaio fa vedere
le sue mani dure di calli:
han toccato tutta la vita
terra, fuochi, metalli.
Sono vuote d'ogni ricchezza,
nere, stanche, pesanti.
Dice il Signore: Che bellezza!
Così sono le mani dei Santi!

Renzo Pezzani

25/4/1945 - 25/4/2007





Lapide ad ignominia

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA

Pietro Calamandrei


Abiti





Un giorno Bellezza e Bruttezza
s’incontrarono sulla spiaggia.
"Facciamo il bagno in mare",
si dissero.
Si svestirono e nuotarono.
E dopo un poco
Bruttezza tornò a riva e si vestì
con gli abiti di Bellezza
e andò per la sua strada.
Anche Bellezza uscì dall’acqua
e, non ritrovando gli abiti,
troppo pudica per rimanere nuda,
indossò le vesti di Bruttezza.
E anche Bellezza andò per la sua strada.
E ancora oggi uomini e donne
cambiano l’una per l’altra;
benchè ci sia chi ha visto il viso di Bellezza
e la riconosce nonostante gli abiti;
e c’è chi riconosce il volto di Bruttezza
e l’abito non la nasconde ai suoi occhi.

K. GIBRAN


Un altro omaggio 15/4/67 - 15/4/2007



Domani ricorrono i 40 anni dalla morte del grande Totò





'A cunzegna

'A sera quanno 'o sole se nne trase
e da' 'a cunzegna a' luna p' 'a nuttata,
lle dice dinto 'a recchia: "I' vaco a' casa:
t'arraccumanno tutt' 'e nnammurate".

Antonio De Curtis


L'approdo

Il suo approdo Primo Levi lo raggiunse il 12 aprile di 20 anni fa quando, non sostenendo più il peso dei suoi ricordi si gettò nella tromba delle scale...

Un piccolo ricordo per un grande uomo:

L'approdo

Felice l’uomo che ha raggiunto il porto,
Che lascia dietro di sè mari e tempeste,
I cui sogni sono morti o mai nati,
E siede a bere all’osteria di Brema,
Presso al camino, ed ha buona pace.
Felice l’uomo come una fiamma spenta,
Felice l’uomo come sabbia d’estuario,
Che ha deposto il carico e si è tersa la fronte,
E riposa al margine del cammino.
Non teme né spera né aspetta,
Ma guarda fisso il sole che tramonta.

Primo Levi

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